Stage

"Libertà e creatività, la ricetta della felicità!"

Sara - Jeannette

 

Negli anni 2009/2010 l'Associazione "I monelli dell'arte" organizza degli stages di formazione gestiti da esperti, completati da spettacoli teatrali e rivolti a tutti i partecipanti al laboratorio teatrale di Montjovet (Valle d'Aosta), ma soprattutto agli educatori, insegnanti, educatori sociali, studenti della facoltà di Scienze dell'educazione e formazione di Aosta.

Il progetto “Formazione teatrale per attori ed educatori con la passione per l'integrazione” è stato finanziato dall'Assessorato alla Sanità, Salute e Politiche Sociali della Valle d'Aosta.

Autunno 2009/primavera 2010 - Stage di ARTE TERAPIA e FORMAZIONE TEATRALE gestito dalla D.ssa Miranda Fanny seguito dallo spettacolo teatrale “Valise de je(ux)”. Lo spettacolo viene interpretato da Miranda Fanny Fey (Patatì) con l'apporto dei corsisti e da una parte de “I monelli dell'arte

Autunno 2010 - Stage “PROPEDEUTICA TEATRALE” condotto della compagnia Teatro Instabile di Aosta seguito dallo spettacolo “Mimondi".

9 ottobre 2009 - Partecipazione dei “Monelli” al Convegno Symposia 2009 “IDENTITA- TEMPO-RELAZIONI” in qualità di formatori.

La regista del gruppo Mariuccia, in collaborazione con lo scenografo Elvis,hanno gestito per quattro anni accademici ( 2005-2010) un Laboratorio Teatrale all'interno dell'Università della Valle d'Aosta, rivolto in particolare a docenti di sostegno.

Il corso dell'anno accademico 2009/2010, si è concluso con uno spettacolo “Il tempo della giovinezza” interpretato dagli studenti insieme ai Monelli dell'arte, il 22 gennaio 2010 presso l'Auditorium della scuola media di Villeneuve in Valle d'Aosta.

Marzo 2012 - I Monelli dell'Arte in collaborazione con l'Assessorato alla Sanità, Salute e Politiche sociali della Regione Valle d'Aosta, il Comune di Montjovet, nei giorni 10, 11, 17,18 marzo 2012, hanno organizzato il:

PROGETTO: Incontrare l'ombra: il teatro di animazione come aiuto all'integrazione.

Articolo 14 della legge regionale 18 aprile 2008, n. 14 “Sistema integrato di interventi e servizi a favore delle persone con disabilità”.

Compagnia StultiferaNavis

Ombra di una silouette di carta proiettata 

Sabato 10 marzo Ore 15-18

UN SOUFFLE UNE OMBRE UN RIEN, à la rencontre de l'ombre. Spettacolo atelier per ragazzi a partire dai 3 anni.

Domenica 11 marzo ore 21

Spettacolo UN SOUFFLE UNE OMBRE UN RIEN, un'esperienza per marionette e spettatori (visioni contemporanee della marionetta)

Testo di Julie Linquette. Regia: Alessandra Amicarelli. Silhouettes: Francesca Casolani. Video: Maria Celeste Taliani. Musica: Simone Armini. Con: Julie Linquette, Alessandra Amicarelli, Chiara Petrella.

Una produzione StultiferaNavis, con il sostegno dell'Institut International des Arts de la Marionnette, Espace Péripérique (Mairie de Paris, Parc de la Villette), Anis Gras le lieu de l'autre, Regione Abruzzo, Provincia di L'Aquila, Fondazione Carispaq.

11, 17,18 marzo 2012

Laboratorio Teatro d'ombre condotto da Alessandra Amicarelli, rivolto a studenti ed educatori.

Salone delle scuole elementari di Montjovet capoluogo.

Lucia, Mariuccia e Valeria, su richiesta diretta ed a titolo personale, gestiscono corsi di teatro integrato nelle scuole e in Centri Educativi Assistenziali.

Formazione

L'Associazione "I monelli dell'arte", che conduce laboratori di teatro integrato, è impegnata anche nell'organizzazione di Stages di formazione, Convegni e Collaborazioni.

Monelli Lab

La Metodologia

La compagnia teatrale utilizza tecniche di improvvisazione teatrale provenienti dall'esperienza del Teatro in educazione che sono mirate ad esaltare le risorse spontanee di ognuno nell'uso dei diversi canali espressivi: voce, gesto, immagine, musicalità....

Ogni incontro della durata di due ore consiste in:

    un momento di accoglienza dei convenuti;
    esercizi di riscaldamento e respirazione;
    sequenze di esercizi e giochi finalizzati ad improvvisazioni in coppia o gruppo;
    saluti finali contenenti suggestioni sulle dinamiche interpersonali e le sensazioni provate.

Per l'allestimento di uno spettacolo teatrale la regista e lo scenografo progettano un percorso da proporre agli "attori". Infatti non si parte da un testo teatrale, ma da un racconto letterario che sembra interessante per le problematiche che suggerisce;

La storia viene divisa in scene e le scene vengono concretizzate in situazioni.

Laboratorio al borgo di Montjovet

La regista richiede agli attori di interagire spontaneamente con le situazioni scelte che i ragazzi, vivono direttamente e quindi comprendono meglio. Così "per finta" i ragazzi incontrano situazioni realistiche o fantastiche in cui possono comprendere meglio fatti e avvenimenti, resi concreti da oggetti ed azioni e possono sperimentare relazioni senza grandi rischi. Stimolati dal gioco, possono inoltre esprimere emozioni, riflessioni, opinioni personali e gli educatori/attori possono comunicare con loro in un modo particolarmente efficace. Infatti il ricorso a tecniche teatrali permette di dare una concretezza alle situazioni proposte pur rimanendo nell’ambito del simbolo.


Inoltre evita di assegnare dei personaggi ed accetta tutte le proposte rendendole funzionali al racconto. Tutti si immergono nella storia e ne diventano parte, assimilandone le azioni ma anche contribuendo a farla rivivere con vissuti personali, spesso molto emozionanti.

Infatti se si cerca di valorizzare le risorse migliori di ognuno e si utilizza la vasta gamma di linguaggi che il teatro offre, è sempre possibile ritagliare ruoli adeguati alle capacità di tutti. Inoltre i limiti diventano una risorsa creativa.

Il copione teatrale viene scritto così dopo le improvvisazioni.

La ripetizione sistematica delle scene inventate dai ragazzi stessi è più semplice e facilita la memorizzazione delle sequenze che di solito, alla fine del percorso, è soddisfacente. Nei casi di maggiore difficoltà è sufficiente che i ragazzi ricordino la situazione e sappiano reagire in modo appropriato agli stimoli dati da un partner .Infatti nell'azione scenica i ragazzi diversamente abili sono sempre sollecitati e sostenuti da un compagno.

Gli spettacoli prodotti dal gruppo hanno caratteristiche di coralità, non ci sono protagonisti che oscurano gli altri.

Ma perché uno spettacolo funzioni, cioè emozioni e catturi gli spettatori, sono indispensabili altri due elementi: un ritmo adeguato che si ottiene solo provando, nel nostro caso, molte volte, ma per tempi brevi; una energia forte che traspare quando gli attori sono molto coinvolti nella recitazione.

Quest’ultimo è l’elemento più importante, non è però difficile percepirla con i ragazzi diversamente abili che, se si trovano bene in una situazione e si divertono, comunicano in un modo disarmante le loro emozioni ed entrano facilmente in empatia con chi li sta ad ascoltare.La Metodologia

La compagnia teatrale utilizza tecniche di improvvisazione teatrale provenienti dall'esperienza del Teatro in educazione che sono mirate ad esaltare le risorse spontanee di ognuno nell'uso dei diversi canali espressivi: voce, gesto, immagine, musicalità....

Ogni incontro della durata di due ore consiste in:

    un momento di accoglienza dei convenuti;
    esercizi di riscaldamento e respirazione;
    sequenze di esercizi e giochi finalizzati ad improvvisazioni in coppia o gruppo;
    saluti finali contenenti suggestioni sulle dinamiche interpersonali e le sensazioni provate.

Per l'allestimento di uno spettacolo teatrale la regista e lo scenografo progettano un percorso da proporre agli "attori". Infatti non si parte da un testo teatrale, ma da un racconto letterario che sembra interessante per le problematiche che suggerisce;

La storia viene divisa in scene e le scene vengono concretizzate in situazioni.

laboratorio teatrale laboratorio teatrale

La regista richiede agli attori di interagire spontaneamente con le situazioni scelte che i ragazzi, vivono direttamente e quindi comprendono meglio. Così "per finta" i ragazzi incontrano situazioni realistiche o fantastiche in cui possono comprendere meglio fatti e avvenimenti, resi concreti da oggetti ed azioni e possono sperimentare relazioni senza grandi rischi. Stimolati dal gioco, possono inoltre esprimere emozioni, riflessioni, opinioni personali e gli educatori/attori possono comunicare con loro in un modo particolarmente efficace. Infatti il ricorso a tecniche teatrali permette di dare una concretezza alle situazioni proposte pur rimanendo nell’ambito del simbolo.

Inoltre evita di assegnare dei personaggi ed accetta tutte le proposte rendendole funzionali al racconto. Tutti si immergono nella storia e ne diventano parte, assimilandone le azioni ma anche contribuendo a farla rivivere con vissuti personali, spesso molto emozionanti.

Infatti se si cerca di valorizzare le risorse migliori di ognuno e si utilizza la vasta gamma di linguaggi che il teatro offre, è sempre possibile ritagliare ruoli adeguati alle capacità di tutti. Inoltre i limiti diventano una risorsa creativa.

Il copione teatrale viene scritto così dopo le improvvisazioni.

La ripetizione sistematica delle scene inventate dai ragazzi stessi è più semplice e facilita la memorizzazione delle sequenze che di solito, alla fine del percorso, è soddisfacente. Nei casi di maggiore difficoltà è sufficiente che i ragazzi ricordino la situazione e sappiano reagire in modo appropriato agli stimoli dati da un partner .Infatti nell'azione scenica i ragazzi diversamente abili sono sempre sollecitati e sostenuti da un compagno.

Gli spettacoli prodotti dal gruppo hanno caratteristiche di coralità, non ci sono protagonisti che oscurano gli altri.

Ma perché uno spettacolo funzioni, cioè emozioni e catturi gli spettatori, sono indispensabili altri due elementi: un ritmo adeguato che si ottiene solo provando, nel nostro caso, molte volte, ma per tempi brevi; una energia forte che traspare quando gli attori sono molto coinvolti nella recitazione.

Quest’ultimo è l’elemento più importante, non è però difficile percepirla con i ragazzi diversamente abili che, se si trovano bene in una situazione e si divertono, comunicano in un modo disarmante le loro emozioni ed entrano facilmente in empatia con chi li sta ad ascoltare.La Metodologia

La compagnia teatrale utilizza tecniche di improvvisazione teatrale provenienti dall'esperienza del Teatro in educazione che sono mirate ad esaltare le risorse spontanee di ognuno nell'uso dei diversi canali espressivi: voce, gesto, immagine, musicalità....

Ogni incontro della durata di due ore consiste in:

  • un momento di accoglienza dei convenuti;
  • esercizi di riscaldamento e respirazione;
  • sequenze di esercizi e giochi finalizzati ad improvvisazioni in coppia o gruppo;
  • saluti finali contenenti suggestioni sulle dinamiche interpersonali e le sensazioni provate.

    Per l'allestimento di uno spettacolo teatrale la regista e lo scenografo progettano un percorso da proporre agli "attori". Infatti non si parte da un testo teatrale, ma da un racconto letterario che sembra interessante per le problematiche che suggerisce;

    La storia viene divisa in scene e le scene vengono concretizzate in situazioni.

    laboratorio teatrale laboratorio teatrale

    La regista richiede agli attori di interagire spontaneamente con le situazioni scelte che i ragazzi, vivono direttamente e quindi comprendono meglio. Così "per finta" i ragazzi incontrano situazioni realistiche o fantastiche in cui possono comprendere meglio fatti e avvenimenti, resi concreti da oggetti ed azioni e possono sperimentare relazioni senza grandi rischi. Stimolati dal gioco, possono inoltre esprimere emozioni, riflessioni, opinioni personali e gli educatori/attori possono comunicare con loro in un modo particolarmente efficace. Infatti il ricorso a tecniche teatrali permette di dare una concretezza alle situazioni proposte pur rimanendo nell’ambito del simbolo.

    Inoltre evita di assegnare dei personaggi ed accetta tutte le proposte rendendole funzionali al racconto. Tutti si immergono nella storia e ne diventano parte, assimilandone le azioni ma anche contribuendo a farla rivivere con vissuti personali, spesso molto emozionanti.

    Infatti se si cerca di valorizzare le risorse migliori di ognuno e si utilizza la vasta gamma di linguaggi che il teatro offre, è sempre possibile ritagliare ruoli adeguati alle capacità di tutti. Inoltre i limiti diventano una risorsa creativa.

    Il copione teatrale viene scritto così dopo le improvvisazioni.

    La ripetizione sistematica delle scene inventate dai ragazzi stessi è più semplice e facilita la memorizzazione delle sequenze che di solito, alla fine del percorso, è soddisfacente. Nei casi di maggiore difficoltà è sufficiente che i ragazzi ricordino la situazione e sappiano reagire in modo appropriato agli stimoli dati da un partner .Infatti nell'azione scenica i ragazzi diversamente abili sono sempre sollecitati e sostenuti da un compagno.

    Gli spettacoli prodotti dal gruppo hanno caratteristiche di coralità, non ci sono protagonisti che oscurano gli altri.

    Ma perché uno spettacolo funzioni, cioè emozioni e catturi gli spettatori, sono indispensabili altri due elementi: un ritmo adeguato che si ottiene solo provando, nel nostro caso, molte volte, ma per tempi brevi; una energia forte che traspare quando gli attori sono molto coinvolti nella recitazione.

    Quest’ultimo è l’elemento più importante, non è però difficile percepirla con i ragazzi diversamente abili che, se si trovano bene in una situazione e si divertono, comunicano in un modo disarmante le loro emozioni ed entrano facilmente in empatia con chi li sta ad ascoltare.